Vallombrosa
Il gin Vallombrosa nasce dalla tradizione dei monaci dell’abbazia toscana e da una scelta precisa: lasciare al ginepro il ruolo di unico protagonista botanico. Le bacche selvatiche provengono dalle colline tra Sansepolcro e Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, e caratterizzano un gin italiano dall’identità essenziale, legato alla cultura erboristica del monastero e alla conoscenza del territorio.
La storia di Vallombrosa intreccia vita monastica, cura della foresta e lavorazione delle piante. L’abbazia, immersa nella foresta omonima, custodisce una tradizione di preparazioni erboristiche, liquori e amari nella quale si inserisce anche il Dry Gin. Non una ricetta costruita su numerose botaniche, ma una lavorazione dedicata alle bacche di ginepro e alla loro concentrazione aromatica.
Il ginepro utilizzato cresce spontaneamente nell’area compresa tra Sansepolcro e Pieve Santo Stefano. La ricchezza aromatica delle bacche permette di impiegarle da sole, senza affiancare altre botaniche. Questa scelta rende Vallombrosa interessante per chi cerca un gin in cui la materia prima sia immediatamente riconoscibile e il legame con la Toscana sia parte concreta della ricetta.
Lo stile di Vallombrosa mette al centro l’espressione del ginepro, anziché una composizione di agrumi, fiori e spezie. La sua identità aromatica deriva dalla scelta delle bacche selvatiche e da un processo che concede tempo al contatto con l’alcol. È un’impostazione tradizionale, adatta a chi desidera approfondire il carattere della botanica fondamentale del gin attraverso una ricetta essenziale.
La lavorazione descritta da Velier prevede la macerazione delle bacche di ginepro in alcol neutro di cereali per tre mesi, all’interno di tini di acciaio inox. La durata del processo e l’intensità aromatica della materia prima sono elementi centrali del metodo di produzione. Il risultato mantiene il ginepro al centro del progetto, senza ricorrere a una lunga lista di ingredienti botanici.
La continuità di questa tradizione è stata sostenuta dalla collaborazione tra i monaci vallombrosiani e Velier, avviata per riportare attenzione su una produzione che rischiava di interrompersi. Il valore del gin Vallombrosa risiede anche in questo recupero: conservare una ricetta storica e renderne leggibili le origini, la materia prima e lo stile.
Vallombrosa è una scelta per chi cerca un gin toscano a base di solo ginepro, con una provenienza delle bacche definita e una tradizione produttiva legata all’abbazia. La botanica unica, la macerazione di tre mesi e il rapporto tra cultura monastica e conoscenza delle piante offrono motivi concreti per conoscere questo produttore.
Rispetto ai gin che puntano sulla complessità di molte botaniche, Vallombrosa propone un percorso diverso: approfondire un solo ingrediente e il territorio da cui proviene. Un’identità chiara per appassionati di gin tradizionali e per chi desidera esplorare la storia italiana di questo distillato.
Il gin Vallombrosa custodisce la tradizione dei monaci dell’abbazia toscana. È realizzato con solo ginepro selvatico delle colline tra Sansepolcro e Pieve Santo Stefano, macerato per tre mesi in alcol neutro di cereali: una ricetta essenziale che mette al centro la materia prima e il territorio.